La sua voce è un sussurro, i suoi pensieri grida nella notte. Cammina a testa bassa per strada, per non incrociare nessuno sguardo; a guardare in alto ci ha rinunciato da tempo, da quando ha capito che le favole sono solo bugie e i sogni illusioni. Ride, ma non ce la fa a fingere. Certe volte scappa, e torna poco dopo con gli occhi un po’ rossi, ma un sorriso che è come il cielo limpido dopo la pioggia. Il profumo delle lacrime ancora sulle guance.
Macerie sul cuore, polvere negli occhi. Cade a pezzi, e certe volte s’incanta come una macchina rotta. E dire che è tutta colpa sua. E’ stata lei a rovinarsi lentamente. Con in mano una vita che non sapeva come usare, è caduta nel vuoto dopo che la sua anima bambina si è sporta troppo verso un mondo che le avrebbe fatto solo male.
"E che devo fare se non riesco ad accettare il fatto che ciò che mi rendeva felice adesso è solo un ricordo?”
— (via comeilsaporedelmare)
"Non diventare una frase fatta, perché sei poesia.”
— Dal film 28 giorni. (via juliasfreeuniverse)
"Sono sola.
Di nuovo.
Il vuoto dentro di me si sta riaprendo, mi sta soffocando.
Cado di nuovo, stanotte.
Nessuno mi salva.
Ho voglia di piangere, ma non lo farò.
Mi terrò tutto dentro ancora un po’, non importa se mi distrugge.”
12/09/14 (via diariodiunaparoliera)

disfarmi:

innaffiare le guance
sperando crescano
fiori sul viso

i fiori non hanno spine
imparerò a bastarmi
imparerò a proteggermi

(imparerò a crescermi)

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